GUIDA PRATICA · AGGIORNATA IL 10 SETTEMBRE 2026
Come trasferire un sito: hosting, dominio e piattaforma
“Voglio spostare il sito da A a B” può significare cambiare fornitore, indirizzo o tecnologia. Prima di scegliere il procedimento, identifica quali parti vuoi trasferire.
1. Che cosa stai cambiando?
| Operazione | Che cosa comporta |
|---|---|
| Cambio hosting | Sposti il sito su un’altra infrastruttura. Il dominio può restare invariato. |
| Cambio dominio | Cambi l’indirizzo pubblico. Serve gestire il passaggio dalle vecchie alle nuove pagine. |
| Cambio piattaforma | Cambi lo strumento con cui il sito è costruito. Contenuti e funzioni possono richiedere una ricostruzione. |
Anche il cambio di agenzia può non richiedere nessuna di queste operazioni: a volte basta organizzare gli accessi e il passaggio di gestione.
2. Prepara accessi e inventario
Individua chi gestisce dominio, hosting, sito e posta. Raccogli l’elenco delle pagine importanti, i file e i servizi collegati: moduli, prenotazioni, pagamenti o gestionale. Usa modalità sicure per condividere gli accessi con chi effettua il lavoro.
Per un negozio online considera anche varianti, disponibilità e ordini ricevuti durante il passaggio. Prima di scegliere la data, definisci come verranno recuperate le ultime modifiche.
3. Verifica che cosa puoi esportare
Non tutte le piattaforme permettono di trasferire allo stesso modo dati, grafica e funzioni. Da WordPress a un altro hosting il lavoro può essere diverso rispetto al passaggio da un servizio proprietario a WordPress. Prima di promettere una copia identica, controlla le opzioni di esportazione del servizio di partenza e di importazione della destinazione.
Un archivio di testi e immagini non include necessariamente il tema, le integrazioni o le licenze. Elenca ciò che verrà importato e ciò che dovrà essere rifatto.
4. Prepara la nuova versione prima del passaggio
Conserva un backup e verifica la nuova versione in un ambiente di prova. Controlla pagine, immagini, moduli e collegamenti; per un e-commerce, prova anche il percorso di acquisto. Mantieni riservato l’ambiente di prova e assicurati che le restrizioni non restino sul sito pubblico al lancio.
5. Gestisci URL e posta separatamente
Se gli indirizzi cambiano, associa ogni vecchia pagina alla nuova equivalente e configura reindirizzamenti permanenti. Aggiorna link interni, riferimenti canonici e sitemap. La posta richiede controlli separati sui record DNS: il passaggio del sito non deve essere confuso con una migrazione delle caselle.
6. Controlla il sito dopo il trasferimento
Verifica pagine, moduli ed eventuali ordini dopo il passaggio. Se hai accesso a Search Console, controlla gli errori e invia la sitemap aggiornata. Con cambiamenti importanti degli URL possono verificarsi oscillazioni mentre Google rielabora le pagine.
Per i dettagli sui cambi di indirizzo consulta la guida ufficiale Google alle migrazioni; per la scoperta delle pagine, le indicazioni sulle sitemap.